Ufficio recupero sogni smarriti

23/11/11

Da qualche tempo quando mi si chiede di raccontare un sogno è come trovarsi davanti un tabula rasa. Incontri una persona, vedi un’immagina e qualcosa ti ritona in mente, ti si apre uno spiraglio azzurro in un cielo grigio e poi subito si richiude, ti colpisce come il rinculo di un’arma e torna indietro come una fionda.
Si tratta di un Dreamflashback che ti lascia a bocca asciutta nel periodo di stanchezza novembrina, quel letargo semestrale che capita quando hai dimenticato il significato del termine “ferie”. Allora bisognerebbe avere un tasto di ricerca nel database dei sogni, una Dreamsearch, recupero sogni smarriti con te che digiti la data e… tac! un omino addetto a frugare nei tuoi pensieri parte e come si dice a Roma “smucina, smucina” finchè non trova un sogno per intero. Magari se il file è corrotto ci pensa lui a ripristinare le lacune, perchè, sai, è tenuto a servirtelo completo e infiocchettato così come tu l’hai creato, non confuso e frammentario come lo ricorderesti. La funzione sarebbe così efficiente che le si potrebbe chiedere persino di scovare il sogno fatto ad una certa ora. La “Ricerca per ore” sarebbe utilissima ai daydreamer, che sognano anche di giorno. Non ne conoscete? Può darsi che sia il vostro compagno di banco, il collega che vi lavaora accanto…chi lo sa. Ce ne sono eccome!
Dreamsearch vs. Dreamflashback. :D Sì, suona bene
Perchè? A cosa servirebbe?
Curiosità, maledetta pura e semplice curiosità di sapere come funzionano i meandri della mente e come possono condizionare la tua giornata.

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Stand by me in esclusiva per F052

02/11/11

Come scrive il regista Giuseppe Marco Albano su Facebook “NON è UN CASO…OGGI 2 NOVEMBRE….STAND BY ME SU YOUTUBE!!! RICORDANDO PIERPAOLO PASOLINI…” e io giro la notizia, appena arrivata sulla mia bacheca.

Da oggi per dieci giorni, sarà possibile guardare il pluripremiato cortometraggio lucano che tra i tanti riconoscimenti è anche entrato nella cinquina del David di Donatello 2011.

Lo trovate in esclusiva su F052 (che suona come la parte finale del C.F. di noi Materani :) )

Non vorrete perdere questa occasione!

Be the first to like.
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Ho appena ritirato la mia nuvola bianca

04/08/11

Dopo tutte le immagini che mi sono passate nella mente, come dei flash o come zoom dei particolari, dopo i fotomontaggi ad arte che li hanno fissati, è qui.
Che sensazione strana!
Non è timore di qualcosa che sta per avvenire (ho sempre i piedi ben piantati per terra), nè commozione (quella, forse, verrà più avanti), ma consapevolezza che tutto è reale, che posso toccarlo con mano.
È qui ed è come l’ho sempre pensato: candido  e leggero come una piuma, delicato e impalpabile come un soffio, di una semplicità ed eleganza disarmanti.
No, non lo tocco, lo sfioro semplicemente. Lo osservo, lo ammiro ancora una volta prima di chiuderlo nel suo guscio. È alto quasi il doppio di me e per un attimo mi appare come un gigante a riposo, come un’aquila che sta per spiegare le forti ali.
Lo lascio dormire ancora un po’, non è ancora il suo momento.

Mi allontano ed espiro sollevata, pensando: “Questa è fatta. Che gran liberazione!”

Fiùùù ^_^

Torno ad occuparmi del resto, visto che ho ancora una montagna di cose da fare.

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Il logo scelto per “Matera 2019″

29/07/11

Appena l’ho visto mi sono emozionata e non è poco, perchè l’emozione era uno dei punti chiave richiesti dal bando.
La selezione è avvenuta tramite il portale www.bootb.com a cui partecipano 32.000 grafici di tutto il mondo.
Non so se nel team di ConTesta che ha creato questo logo ci sia un materano, ma a mio parere gli è venuto così bene da dare l’impressione che  qualcuno lì a Fucecchio (Firenze) abbia respirato l’aria della mia terra.

Da materana nostalgica quale sono ho riconosciuto immediatamente la pianta di un complesso rupestre, lo schema dei vicinati, tutti i vuoti e tutti i pieni che rendono unica e inimitabile una città.
Da qualche ora su Facebook si accavallano i commenti, tra approvazioni e critiche: alcuni visionari come me ci vedono anche la M (in piedi e capovolta) e le cisterne per il recupero ed il riuso dell’acqua piovana che in tempi andati erano una vera risorsa. In questo simbolo è concentrata tutta l’architettura per sottrazione dei Sassi. Il contributo dell’arch. Pietro Laureano in giuria avrà avuto il suo peso in merito.

Adesso provate a far questo: unite le mani e incrociate le dita. Non somiglia anche all’intreccio unito e compatto che avete davanti?
Sì? Allora in bocca al lupo e buon lavoro, Comitato! Chissà, magari c’è anche di più di una speranza di crescita costruttiva.

Aggiornamento: 31 luglio

Immagine da L. De Rita “Il vicinato come gruppo”

Dopo il commento ricevuto sono andata a ritrovare questa immagine su uno dei libri che ho a Roma. Questo è lo schema distributivo “tipo” di un vicinato negli anni precedenti allo sfollamento dei Sassi (1952). L’immagine buffa della famiglia numerosa ed allargata, spalmata sul prorpio letto, viene subito sostituita dalla realtà vera e cruda dell’alloggio condiviso con gli animali.

Vedete voi stessi a cosa si ispira il logo.

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Cosa bolle in pentola. Ovvero come reagire ad un tartassante business di massa.

31/05/11

Cosa mi distoglie dall’aggiornare il blog, la pagina facebook & co. e dedicarmi ad altri interessi?
Una serie di piccole attività creative che ho preferito concentrare in questi ultimi mesi prima del…  insomma… prima di quella cosa che comincia per “m” e termina con “o” e che atterrisce chiunque – uomo o donna – che abbia un po’ di senno :)

Avete capito?

Ebbene sì. Chi ha già affrontato  la “questione” prima di me  sa che esistono siti web che dovrebbero essere di aiuto e servirti da guida nell’organizzazione. Invece quello che fanno non è altro che inviarti promemoria che suonano come: “Mancano sei mesi…. Si avvicina. Sta arrivando. Tic Tac… Tu cosa stai facendo?”

Non è così che dovrebbe essere. Sono davvero pochi i siti che si salvano.

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Due passi lungo la Strada degli Antichi Vini Rossi

15/04/11

Cari amici lucani, pugliesi e amanti delle assolate terre del Sud, oggi vi segnalo Strada degli antichi vini rossi. com, un sito realizzato in collaborazione con Archimeter Srl, per una Onlus che ha “… come scopi prioritari la valorizzazione dei vini D.O.C. pugliesi e lo sviluppo del turismo enogastronomico nell’area che comprende i territori destinati alla loro produzione.”

Attraverso la Strada è possibile percorrere la Storia di villaggi preistorici, antiche città daune, ipogei, centri medioevali, architetture romaniche, sveve, normanne, angioine, masserie, poste e ville, che sono memoria dei popoli che nei secoli hanno solcato le consolari Appia e Traiana.

Nel sito, oltre alle informazioni sul Comitato, ci sono storia e Virtual Tour di Città (Barletta, Canosa, S. Ferdinando… ), Istituzioni e Aziende che vi aderiscono.
Vi riporto il Tour della grotta di Cantina Diomede, uno degli esempi più interessanti di cava di tufo riconvertita in cantina presenti in questo territorio, la cui tipologia della volta a capanna-tenda da accampamento (castra) affonda le sue radici nell’architettura sepolcrale etrusco-romana (vedi Cerveteri e Tarquinia).

Virtual Tour di Cantina Diomede

Attendete il caricamento e fate
Doppio click per la visualizzazione a schermo intero.

www.STRADA DEGLI ANTICHI VINI ROSSI.com
Copyright © 2011 All Rights Reserved _ Virtual Tour Archimeter s.r.l. _
_ Web Design Bioarché Design architetti _

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Le città viste a 360° in Google Earth

17/01/11

Avevo un dubbio e, come mi capita spesso, dovevo verificarlo subito al volo.  Mi serviva una misura, per accertarmi che quella a spanne che avevo in mente fosse verosimile. Il luogo in cui avrei dovuto andare con il disto laser era un pò fuori mano rispetto a Roma e quella misura non esigeva così tanta precisione. Bisognava ingegnarsi in altro modo. Così mi è venuto in mente che un aiuto veloce l’avrei avuto da Google Earth.
Poco prima di cliccare per rilasciare il righello, mi sono accorta di come la mappa si deformasse in più punti: sull’mmagine satellitare apparivano delle lenti di ingrandimento, simili ai fish-eye. Il mio mouse, da curioso  qual’è, ha lasciato perdere il righello e ha cliccato subito su uno dei cerchi, per capire quale diavoleria vi avessero aggiunto recentemente. Bene, la mia mente è stata immediatamente catapultata in un panorama sferico interattivo.

MATERA | Vista da piazza S.Pietro Caveoso

Il sito che ho scoperto si chiama … continua a leggere »

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Il 2011: un anno pieno di storie

10/01/11

Per il primo post dell’anno desidero deliziarvi con un breve video. L’idea mi frullava già da qualche settimana, ma i tempi sotto le festività natalizie sono sempre strettissimi.

L’ho realizzato con i bellissimi disegni surreali di Nicoletta Ceccoli, brillante illustratrice italiana che impreziosisce le storie di mezzo mondo con la sua arte. Le immagini scorrono sulle note di Alice’s Theme di Danny Elfman, tema tratto dal film Alice in Wonderland di Tim Burton. Non c’era colonna sonora migliore.

Augurandovi che il 2011 sia pieno di letture e di storie da raccontare… di ogni genere che vi piaccia.

Eccovi il video.

Immagine anteprima YouTube

Le illustrazioni surreali di Nicoletta Ceccoli_video di luceradente.com_2011

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Braccata dai vampiri e salvata da Goethe: ovvero Rapunzel e la padella-tazza di Goethe in giro per le spese natalizie.

20/12/10

Ho scoperto che c’è un aforisma che funziona come una formula magica: bisogna pronunciarlo uscendo da una libreria, nel caso vi trovaste improvvisamente assaliti da oscure presenze.

Cosa dice? Come si usa nello specifico? Adesso ve lo spiego.

Vedete, nelle librerie mi è sempre piaciuto riempirmi le mani e la mente, ma questo a volte può tramutarsi in una pericolosissima di Sindrome di Stendhal. Fino ieri non lo pensavo possibile, ma adesso sì.

Ero a MelBookstore, in via Nazionale. Tutto è iniziato sfogliando l’ultimo libro di Umberto Eco, Il Cimitero di Praga. … continua a leggere »

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Una scatola magica dai tasti bianchi e neri

09/12/10

A volte vedo la testiera del PC come quella di un pianoforte. Ne ho una nuova di zecca, nera e bianca, per l’appunto. Quella che avevo in precedeza l’ho messa via, non scriveva quasi più a forza di suonarla di parole. Non ho la forza di buttarla, ci sono legata perchè è stata la prima che ha visto i miei esami all’Uni. Ne avevo altre, ma per scrivere Luce Radente ho usato quella, inconsciamente.

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Roma a dicembre… l’Università e il tram 2 di via Flaminia

05/12/10

La Facoltà di Architettura di via Flaminia, con la protesta ancora in corso.

Qualcosa è cambiato. Me ne accorgo appena lasciata la macchina. Sono mesi che non vengo qui, forse anni. Il tram non passa più per via Gianturco. Auto e autobus hanno il doppio senso di marcia, sembra tutto più pulito. Perché?
In via Flaminia capisco, ma la motivazione rimane in stand-by per qualche minuto. Sono distratta da altri particolari. Eccola lì la Facoltà, la mia Facoltà di Architettura di Flaminia. Che effetto strano vederla così, con un’aria GOTICA da brividi. Una croce bianca su una bara nera accanto all’ingresso, le candele, candelotti e lumini rubati al Cimitero del Verano. Ci sono i manifesti della protesta e la protesta stessa, che alle 21:00 di sabato sera è ancora in corso nell’atrio e forse durerà ad oltranza. L’Università è morta e forse anche una parte infinitesima di me, che quasi non riconosce più quella strada, pulita, larga, troppo pulita e troppo larga.

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Devo creder falsa la mia vera vista?

27/11/10

Perché devo creder falsa la mia vera vista,
e giurar che non è luce a illuminare il giorno?

(W. Shakespeare – Sonetto CL)

Cit. in LUCE, Parte I di Luce Radente

Spesso gli occhi irretiscono la ragione ed essa porta il cuore a crederci. L’istinto non mente.

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