Il logo scelto per “Matera 2019″

29/07/11

Appena l’ho visto mi sono emozionata e non è poco, perchè l’emozione era uno dei punti chiave richiesti dal bando.
La selezione è avvenuta tramite il portale www.bootb.com a cui partecipano 32.000 grafici di tutto il mondo.
Non so se nel team di ConTesta che ha creato questo logo ci sia un materano, ma a mio parere gli è venuto così bene da dare l’impressione che  qualcuno lì a Fucecchio (Firenze) abbia respirato l’aria della mia terra.

Da materana nostalgica quale sono ho riconosciuto immediatamente la pianta di un complesso rupestre, lo schema dei vicinati, tutti i vuoti e tutti i pieni che rendono unica e inimitabile una città.
Da qualche ora su Facebook si accavallano i commenti, tra approvazioni e critiche: alcuni visionari come me ci vedono anche la M (in piedi e capovolta) e le cisterne per il recupero ed il riuso dell’acqua piovana che in tempi andati erano una vera risorsa. In questo simbolo è concentrata tutta l’architettura per sottrazione dei Sassi. Il contributo dell’arch. Pietro Laureano in giuria avrà avuto il suo peso in merito.

Adesso provate a far questo: unite le mani e incrociate le dita. Non somiglia anche all’intreccio unito e compatto che avete davanti?
Sì? Allora in bocca al lupo e buon lavoro, Comitato! Chissà, magari c’è anche di più di una speranza di crescita costruttiva.

Aggiornamento: 31 luglio

Immagine da L. De Rita “Il vicinato come gruppo”

Dopo il commento ricevuto sono andata a ritrovare questa immagine su uno dei libri che ho a Roma. Questo è lo schema distributivo “tipo” di un vicinato negli anni precedenti allo sfollamento dei Sassi (1952). L’immagine buffa della famiglia numerosa ed allargata, spalmata sul prorpio letto, viene subito sostituita dalla realtà vera e cruda dell’alloggio condiviso con gli animali.

Vedete voi stessi a cosa si ispira il logo.

Commenti (20)

Pio Acitovenerdì, 29 luglio 2011 alle 19:13

Mi piace, la descrizione che viene fatta è corretta. Anche a me ha ricordato i primi rilievi dei vicinati nei Sassi, quelli del geom. Capriotti del 1952 per capirsi e che sono sui vecchi quaderni dell’UNRRA CASAS. Mi auguro ed auguro alla Città di Matera di saper percorrere con “dignità” il lungo viaggio fino al 2019 e che durante questo viaggio si riesca a donare a tutti una Gravina finalmente pulita, i Sassi veri e non finti; una cinta urbana fatta di alberature e boschi e non di cemento e casermoni, una Città meno Leonia e più pulita. Adelante.

Sabrinadomenica, 31 luglio 2011 alle 11:21

Salve, Pio.
Ricorda proprio gli schemi distributivi dei vicinati, quelli in cui abitanti e animali domestici che occupavano gli ambienti sono rappresentati “spalmati” sui loro letti e giacigli. E’ una immagine buffa, ma vera, che appena posso allegherò al post.
Condivido appieno l’augurio che fai. Spero vivamente che la scelta del logo segni la fine delle “ostilità” e l’inizio di una valorizzazone profonda e non di facciata. Ci sono tutte le potezialità per farlo: la cultura c’è, è innata come la natura e il metodo costruttivo che hanno reso Matera una città fuori dal comune. A volte, purtroppo, sembra che ce ne dimentichiamo, pervasi da spirito di contraddizione e atteggiamenti pigramente disfattisti che fanno piombare la città in lunghi periodi di letargo.
Mi unisco al tuo Adelante! Le scadenze sono più vicine di quanto pensiamo.

Claudio Buglionigiovedì, 25 agosto 2011 alle 19:22

Gentilissima Sabrina,
casualmente ho trovato in rete il tuo post nel quale descrivi perfettamente quello che volevamo esprimere con questo marchio. Purtroppo non abbiamo nessun materano nella nostra struttura però ho respirato l’aria di Matera durante una bellissima vacanza… Non sei una visionaria: c’è la M e la M capovolta che diventa una W. Lo slogan che accompagnava questa soluzione su Bootb era, non a caso, “Viva Matera, Matera viva”. Puntuale la tua osservazione sull’architettura per sottrazione, caratteristica essenziale che non può sfuggire a chi ha visitato i Sassi, soprattutto a chi, come nel mio caso di mancato architetto, riesce a leggere le piante. Corretta anche l’intuizione sulle dita incrociate con cui volevamo suggerire l’intreccio indissolubile tra passato e futuro.
Complimenti per la tua spiccata sensibilità nella lettura del marchio e grazie per il tuo apprezzamento.
Claudio Buglioni_ Responsabile creativo ConTesta/Multisize

Sabrinamercoledì, 14 settembre 2011 alle 13:00

@ Claudio Buglioni:
E io ti ringrazio della visita, Claudio. Sono fiera di aver intuito le vostre scelte creative.
Complimenti a voi.

Lino Albanesesabato, 25 ottobre 2014 alle 20:23

Mi ha incuriosito molto il logo, ho chiesto in giro e nessuno mi sapeva dare una risposta.
Ho cercato da solo di capire e di dare una lettura, poi ho letto su internet ,e la mia spiegazione da me ipotizzata e coincisa con il significato dell’ artista.
Complimenti all’artista e Complimenti A MATERA.
Auguri.
Lino Albanese

luigivenerdì, 31 ottobre 2014 alle 10:52

@ Lino Albanese:
facendo ricerche su internet, ho scoperto che il simbolo di matera 2019, non è nient’altro che un copia incolla, della scultura dell’artista Juan Méjica, fatta intorno al 2005, quindi il suddetto team ( ConTesta ) ha solo copiato l’opera, questa scultura si chiama ” Arbol Totem ” e si trova in siviglia

Claudio Buglionivenerdì, 31 ottobre 2014 alle 14:02

Gentile Luigi, ho letto il suo sommario giudizio sul nostro lavoro e ritengo che abbia tutte le caratteristiche per poter essere considerato una diffamazione. Per questo motivo rispondo al suo post solo ed esclusivamente per tutelare l’onore della mia agenzia, la professionalità e la dignità delle persone che ci lavorano.

Premesso che rispetto e serenamente accetto il “mi piace / non mi piace”, desidero risponderle sia sotto il profilo tecnico sia sotto il profilo morale.

Risposta tecnica
Se lei fosse stato meno superficiale nell’osservazione avrebbe notato forse una somiglianza ma non certo un “copia&incolla”. Se avesse provato a sovrapporre il nostro marchio con la scultura (cosa che io ho appena fatto, lei non credo…), avrebbe subito notato che le due sagome non sono nemmeno lontanamente sovrapponibili né per forma né per segno né per carattere. Anche un osservatore dotato di minima sensibilità visiva si sarebbe accorto immediatamente che la scultura ha una impostazione speculare mentre il marchio è disassato (è ovvio che scavando nella roccia sarebbe stato ben difficile mantenere una specularità…). Questo dovrebbe esserle sufficiente per capire di aver preso una grossa cantonata.

Se non le basta, di seguito l’elenco dei premi e riconoscimenti che ConTesta ha ricevuto nel corso di 22 anni di onorata carriera:
> Yus “Youth SecUre Streets” (concorso internazionale) 1° classificato _ Brand identity
> Matera 2019 (concorso internazionale) 1° classificato _ Brand identity
> Asl Salerno (concorso nazionale) 1° classificato _ Brand identity
> Costa dei Trulli (concorso nazionale) 1° classificato _ Brand identity
> Pisa Partecipa (concorso nazionale) 1° classificato_ Brand identity
> Spaghetti grafica 2009 (selezione nazionale) Contemporary Italian Graphic Design Triennale di Milano, cat. Electa _ Packaging
> ManifestaZoone 2009 Manifesti urbani d’arte, (concorso internazionale) 2° classificato _ Advertising
> Iterrcost (concorso internazionale) 1° classificato _ Brand identity
> Top Applications Award 2009 (concorso internazionale) 2° classificato _ Packaging
> Premio nazionale etichetta d’oro 2009 (concorso nazionale) 3° classificato _ Packaging
> Youth&Health – Comunità Europea (concorso internazionale) 1° classificato _ Social marketing
> ReCreativity 2009 (concorso internazionale) 1° classificato _ Social marketing
> Top Applications Award 2008 (concorso internazionale) 1° classificato _ Stationery
> Pelle di Toscana (concorso nazionale) 1° classificato _ Brand identity
Moltissime le pubblicazioni di nostri lavori sia sui media tradizionali che sui new media. Dalle riviste specializzate in grafica e design (ArtLab, Comunicando, ecc), ai quotidiani generalisti (la Repubblica, il Corriere della Sera, ecc), dai portali di informazione (ANSA, Vikio, ecc), ai grandi media nazionali (RAI/Tg3 Nazionale in prime time, SKY/Tg24, TGCOM, ecc).
Credo che 14 premi e le citazioni sui media siano sufficienti a testimoniare la professionalità del gruppo di lavoro…

Risposta morale
Probabilmente con una ricerca in rete più accurata si possono trovare migliaia di immagini similari al nostro marchio, ma non per questo si può accusare qualcuno di plagio. A questo proposito può consultare questi due link:
http://www.ilpost.it/giannisinni/2011/07/27/lineluttabilita-del-plagio/
http://www.logodesignlove.com/similar-original-logos

Per giudicare bisogna sapere. Tutto. Forse Dio, se ne avesse voglia, sarebbe in grado di farlo. Un uomo certamente no. Nemmeno chi fa ricerche su internet. Probabilmente ogni uomo ha qualcuno che vagamente gli somiglia in giro per il mondo. Secondo il suo argomentare, quindi, ogni uomo dovrebbe chiedersi chi è veramente suo padre…
Si sa, sputare sentenze è lo sport nazionale di questa Italia che non vuole crescere moralmente. Chi giudica si illude di sapere, di essere importante, ma in realtà è solo superficiale (esattamente come il suo paragone tra le due opere). Chi giudica non vuole mai pensare che si possono compromettere o addirittura rovinare le vite di persone che vivono correttamente e onestamente, persone che hanno una famiglia da mantenere… Quando si compie un azione è moralmente doveroso chiedersi quali possono essere le conseguenze che ne derivano. Spero che oltre all’aspetto tecnico le sia chiaro anche l’aspetto morale.

Però un merito glielo devo riconoscere. La sua frase “non è nient’altro che un copia incolla” è perfetta testimonianza dell’arroganza e dell’ignoranza che lentamente uccide la bellezza di questo splendido paese. Quando verrà bandita una gara per la creazione di un marchio che rappresenti la pochezza di questa italietta, utilizzerò certamente la sua espressione verbale come pay-off.

Conclusione
Con questo mio post intendo chiusa la polemica ma, nel caso continuasse, è ovvio che proseguirà in un’aula di tribunale.

Ai materani e a tutti i lucani un sincero e caloroso abbraccio.
Open future. A big future!
Claudio Buglioni_

floriana gravelasabato, 1 novembre 2014 alle 20:02

la prima volta che ho visto il logo ho pensato alla cresta del pane, il nostro pane di Matera. per molti può sembrare scontato, per i materani che hanno abitato i Sassi invece avere un pezzo di pane era “una benedizione di Dio”!! “trombare” il pane per una intera famiglia e per una intera settimana era un rito come lo era “marchiarlo” con il timbro di famiglia e portarlo ad infornare… per chi non lo avesse ancora assaggiato, nel nostro pane c’è tutta la nostra storia…c’è Matera.

Sabrinadomenica, 2 novembre 2014 alle 10:30

@ luigi:
Dire che è un copia-incolla mi sembra un po’ forzato… Arbol Totem di Mèjica chiaramente rappresenta un albero stilizzato, in un’esposizione itinerante che ha toccato Siviglia ad aprile 2014 nel Parque de María Luisa e Granada nel Paseo del Salón nel 2011… la finitura è tipica dell’acciaio Corten e forse per questo può ricordare il nostro logo marrone. L’ispirazione e le proporzioni dei “rami” sono diverse.

@ floriana gravela:
L’idea di farne un marchio per il pane, infatti è già stata ripresa da qualcuno in città. Una bella trovata, come quella di creare altri gadgets più o meno preziosi. Dopo la vittoria di Matera come Capitale della Cultura 2019, ormai rappresenta un’identità winking

peppedomenica, 23 novembre 2014 alle 18:05

Il logo, da per se, é intrigante e conduce direttamente ad una sintesi arcaica che, con Matera, non é fuori luogo… bastano i canjon di murgia Timone e gli strumenti del paleolitico e neolitico ospitati nel Museo D. R idola per testimoniare una antichissima frequentazione umana. Il logo mi sembra decisamente una evoluzione di Arbol dello scultore spagnolo.

peppemercoledì, 26 novembre 2014 alle 06:19

@ Claudio Buglioni:
Non conosco Luigi. L’intervento di C. Buglioni mi sembra piccato assai per la scivolata di Luigi che, non ho il piacere di conoscere. Mi trovo in questo spazio per via del logo che è bello e intrigante. Arbol totem ha una arcaicita’ naturale, autenticamente primitiva. L’impressione, vedendo il logo di Matera 2019 che lo studio ConTesta conoscesse l’opera di C. Mujica. Il che non significa molto o, almeno non dovrebbe sorprendere, quando si pensi che la storia della creatività, é cosparsa di ” citazioni “.Non trovo elegante e formativo e informativo l’elencazione dei premi dello studio ConTesta a cui, per altro, rinnovo i miei complimenti.

luigimercoledì, 3 dicembre 2014 alle 09:00

dopo la minaccia di querela ricevuta da quell’individuo, si può capire di cosa si tratta, quindi per essere degli artisti basta prendere un’opera e trasformarla leggermente in modo che sovrapponendola all’originale, non sia identica, così facendo non si rischia la denuncia per plagio….. W l’ ITALIA………. no comment…!!!

luigimercoledì, 3 dicembre 2014 alle 09:03

@ Sabrina:
scusami Sabrina, ma forse è il contrario, non è Arbol Totem che ricorda il logo di matera, ma è il logo di matera che ricorda Arbol Totem….

peppegiovedì, 4 dicembre 2014 alle 00:22

@ luigi:
Il quesito della primogenitura tra “Arbol Totem” e il “logo” di Matera, non si pone proprio essendo molto elementare comprenderlo, infatti il tempo cronologico non é una opinione ma é una firma di fede. Discuterne significa offendere la logica. Vado oltre. Se avesse partecipato J. Mejica con Arbol Totem allo stesso concorso di Matera 2019, sono certo che lavrebbe spuntata sul logo dello studio ConTesta perché Arbol Totem somiglia a Matera come fosserodue gemelli. Arbol Totem nella scala evolutiva e’ l’ Homo Erectus e il logo dello studio ConTesta e’ l’Homo Sapiens Sapiens. Un uomo evoluto quest’ultimo ma non migliore di quello da cui si è discostato…

Claudio Buglionigiovedì, 4 dicembre 2014 alle 10:58

@ peppe:
Gentile Peppe, concordo con lei su molte cose. E’ vero che il mio precedente intervento era molto piccato, ed è vero che l’elencazione dei premi non è elegante. Credo anche che sia facile comprendere le ragioni dell’uno e dell’altro.

Prendendo spunto da questo fatto, ma senza alcun intento polemico, vorrei però esprimere un mio pensiero di carattere generale. Dietro ad un giudizio di quella natura, c’è un postulato che non posso condividere perché arbitrario e quindi illogico.
Argomento il mio pensiero: se dico che X assomiglia a Y e se X è più recente di Y, allora X si è ispirato a Y, esprimo un postulato (ovvero una proposizione che non si può dimostrare ma che si considera come vera in quanto base necessaria per spiegare un fatto o formulare una teoria – definizione tratta dal dizionario Hoepli). Nell’arbitrarietà del giudizio, un postulato si fa diventare un assioma (cioè un principio generale evidente di per se stesso, che non ha bisogno di essere dimostrato o discusso e può fare da premessa a una teoria, per estensione, verità incontestabile, affermazione evidentemente vera – sempre dal dizionario Hoepli). Per affermare in maniera oggettiva e non arbitraria che X si è ispirato a Y devo avere la prova certa, e dimostrabile, di questo fatto. Nel caso specifico ConTesta sarebbe l’unico veramente titolato per affermare un tale postulato (e questo è un assioma incontestabile in quanto siamo noi i creatori del marchio e sappiamo realmente cosa abbiamo fatto).
Ecco che, formulare un giudizio sulla base di un postulato e senza poterne provare la verità del risultato, non solo è un modo non corretto di ragionare ma è anche illogico, e quindi, quantomeno fallace se non del tutto falso. Cosa del tutto diversa, legittima ed accettabile, esprimere con rispetto un’opinione, una valutazione o un commento sulla base di un postulato.
Concludo dicendo che, personalmente, non me la sentirei di esprimere giudizi simili nemmeno nel caso di un “calco” (vedi http://www.ninjamarketing.it/2011/07/28/il-nuovo-logo-del-ministero-dellinterno-plagio/ ), per le seguenti ragioni:
- solo l’autore può sapere veramente cosa ha fatto;
- è comunque possibile che l’espressione formale di due concetti analoghi (p.e. due bandi di gara che richiedono cose simili), producano lo stesso risultato in menti diverse (è successo a me per la creazione di un poster per il Carnevale di Ivrea 2009 in cui ha vinto un progetto praticamente identico al mio… e sono stati presentati in contemporanea!!!);
- è oggettivamente impossibile che una persona conosca tutte, dico tutte, le espressioni dell’ingegno umano in tutti i tempi, siano esse sculture, dipinti, grafiche, architetture, oggetti, ecc ecc. Tanto è vero che nessuno, dico nessuno, può garantire in maniera assoluta l’originalità del proprio lavoro intellettuale nemmeno a seguito di una ricerca di anteriorità (ad oggi non esistono gli strumenti tecnici per farlo).

Io credo nella buonafede (certezza che le proprie azioni sono corrette e giuste, animate da buone intenzioni, e non lesive degli interessi e dei diritti altrui – ancora dal dizionario Hoepli), ed è quella che anima il mio lavoro. E tanto mi deve bastare.

Un caro saluto a tutti.
Claudio Buglioni_

peppemartedì, 9 dicembre 2014 alle 16:34

Gent. mo Claudio Buglioni,
sono in sintonia con il ragionamento complessivo fatto attraverso le definizioni del Dizionario Hoepli. Dovrei ricordare che lo stesso dizionario alle voci A. Analisi, E. Esegesi e via dicendo spiega le varie attività svolte da altri soggetti, per mestiere, passione, hobby intorno all’attività creativa di qualsiasi individuo che lo fa per mestiere, passione, hobby.
In pratica è vero che la verità del processo creativo lo conosce solo l’autore dello stesso; così come è vero che l’analisi, l’esegesi, la critica viene esercitata sulla scorta di un percorso concettuale che appartiene solo all’analista, al critico ecc.
Da questo punto di vista, per quello che mi riguarda, la creazione del logo di Matera 2019, da parte del team ConTesta, mi ha sorprendentemente toccato.
Mio figlio che lavora in Milano in una Grande (qualitativamente) Agenzia di Comunicazione mi scrisse testualmente, aproposito del mini dibattito sviluppato su questo spazio e circa le riserve di contaminazione del logo stesso: … non mi sconvolge affatto. Come diceva Picasso: “l’artista mediocre copia, il genio ruba”….
Con ciò voglio chiudere essendo giunto il tempo che l’ equipe ConTesta si goda questo enorme riconoscimento.
Cordiali saluti e Auguri
peppe

Teresa Lupogiovedì, 12 marzo 2015 alle 18:10

Gentile Claudio Buglioni, non deve stupirsi della semplicioneria dei commenti che ha letto in merito al logo per Matera da voi realizzato, quello che ha scritto nel suo primo intervento inerente alla pochezza morale dilagante in italia, (flagello di una nazione che ha dimenticato il suo splendente, glorioso passato), una cittadina poco più grande di un paese come lo è Matera,carica di energia ancora inespressa, pontenziale da tirare fuori e altamente stimolata come è in questo periodo, incarna appieno il disagio su descritto. Deve sapere che in questa città alcune volte, si manifestano delle dinamiche insolite, spiego meglio; quando fu bandito il concorso per il logo a cui il suo studio ha partecipato, in città la notizia non fu dilagante, è vero che spesso la gente è distratta, però le campagne di comunicazione insegnano che se si vuole veicolare l’attenzione su qualcosa, lo si fa, se la comunicazione risulta fallace, molto probabilmente si è voluto fosse così. Al di là di questo,comunque, il bando si è fatto, gli elaborati giunti pare siano stati tantissimi, (molti di noi avrebbero gradito però visionarli almeno, perchè fa sempre piacere lasciare scorrazzare la fantasia grazie al potere evocativo di un logo), fatto sta, che il portale di design contest bootb a cui sono giunti gli elaborati in questione, ha chiuso,e il bando stesso ha seguito uguale sorte, in rete si fa difficoltà a reperire articoli in merito, ma nel sito, “rivista siti unesco” si legge un articolo tratto da basilicatanet.it, con la descrizione di bando e termini, sprovvisto però di link diretti, la qual cosa ha da sempre fatto pensare e comunque non da un’idea positiva. Personalmente la curiosità mi ha portata abbastanza presto a scoprire questo post, googlando le parole chiave, “significato logo matera 2019″ e ha leggere una esaustiva e completa descrizione dei processi di ricerca che hanno portato alla realizzazione dell’elaborato, e finalmente nei dibattiti sul significato del logo,che inevitabilmente nascevano tra noi materani, potevo esporre le vostre idee concettuali e non le mie supposizioni come la maggior parte faceva. Tutto questo per dire che molto probabilmente, se tutto il processo fosse stato gestito in maniera più chiara, meglio organizzata e dettagliatamente esplicativa, non si sarebbe cascati nelle polemiche che invece ne sono conseguite. Ritorniamo al discorso d’esordio, sulle caratteristiche della cittadina, di una mentalità che vuole e deve “aprirsi” ed assumere una visione di più ampio respiro in tutti i sensi, ci si auspica che questo avvenga al più presto e questa opportunità, cioè quella di essere stata eletta capitale della cultura europea è il volano che probabilmente ci voleva, ma questi meccanismi sono molto delicati e vanno accompagnati affinchè possano divenire pensiero comune,e lo si può fare con un’attenta e scrupolosa dinamica comunicativa, quindi ne evince che la comunicazione ha fallito, la dimostrazione è questo stesso post e i commenti che lo hanno animato, solo 4 nel 2011,cioè nell’immediatezza della sua nascita, che vedono come attori, lei che ne è direttamente protagonista, colei che lo ha scritto e Pio Acito, mio caro amico e persona attenta a quello che gli si muove attorno, nonchè architetto e quindi facilmente raggiungibile da un certo punto di vista dalla natura stessa dell’articolo,per poi animarsi solo ad ottobre 2014 con poco più di 10 commenti fino ad oggi. Cosa può dirci questo, probabilmente che per tre anni a cercare il significato del logo che ci rappresenta si sono cimentati in pochi, e che solo dopo la proclamazione della vittoria la gente si è posta domande e inevitabilmente risposte, questo ha portato alla nascita della fenomenologia della spiegazione del logo, che lo ha visto essere accomunato alla delicata e concettuale opera d’ingegno artistico che è il già citato “arbol totem”, arrivando addirittura a gridare allo scandalo e al plagio. Matera ha un salotto virtuale molto attivo che è il mondo dei social, è così un pò ovunque, lo so, e questo mondo informe fatto di concetti espressi il più delle volte “a caldo” e seguendo onde emozionali, assume paradossi, incomprensioni e fantasie, curiosi e di forte interesse di studio per chi se ne interessa, in conclusione chiudo con questa riflessione: se fosse stato resa chiara e specifica la natura della vostra ricerca, regalando alla cittadina la condivisione chiara, semplice e fruibile, immaginando anche un piccolo evento inclusivo in seno alla proclamazione della vittoria o subito dopo della candidatura, tutto questo sarebbe stato evitato, e poi permettetemi, questo bellissimo logo meritava di essere corredato del suo certificato di nascita, considerando quanto è stato usato e, permettetemi la concessione letterale, “abusato” fino alla nausea durante questi anni, perdonate la prolissità.

Beppedomenica, 26 luglio 2015 alle 22:12

Secondo me il logo dovrebbe necessariamente ricordare la città ma dopo aver letto i commenti piccanti anche degli autori mi sembra che rappresenti solo un esercizio astratto e nulla, forse, riconduce a Matera e all’evento.
Ricordato questo mi piacerebbe capire cosa è costato, chi ha scelto il simbolo e, chiaramente, come giustifica la scelta.
Beppe

Lino Albaneselunedì, 27 luglio 2015 alle 10:22

Buongiorno,
È giusto che ognuno di noi dica la sua opinione, l’ importante è non perdere di vista il concetto principale “MATERA CAPITALE DELLA CULTURA 2019″ senza nessuna polemica a volte siamo più propensi a lasciarci andare considerazioni che sono scavalcate dall’evento stesso, mi piacerebbe se tutti pensassimo all’ evento in maniera positiva . MATERA CAPITALE DELLA CULTURA 2019. IL LOGO E’ QUELLO.
Lino Albanese

lino Albanesemercoledì, 23 novembre 2016 alle 11:57

Lino Albanese.
Sono sempre più convinto che MATERA abbia meritato il titolo di capitale EUROPEA Il logo è il più bello che si sia potuto creare, scelto tra oltre 32.000 bozzetti.
Sinceramente non resisto più di 20 giorni senza visitarla, mi trovo a Massafra (TA) , solitamente tra Venerdì o Sabato visitiamo MATERA,
faccio sempre lo stesso intinerario e/o passeggiata insieme a mia moglie, la troviamo ogni volta più bella, sono già in crisi di astinenza , infatti sabato sarò a MATERA. comprerò i dolcetti da Schiuma- Passerò da Sicolo per guardare la sua bella vetrina, sarò anche dal mio amico RAFFAELE per fermare il tempo con gli orologi più precisi, ma il tempo non si ferma. Infine passeremo da Quore abbigliamento per bambini in quanto mia nuora è in dolce attesa , ci piace guardare e comprare quei piccoli vestitini . Poi da qualche parte non importa dove si va a cenare , oppure compriamo un panzerotto , ci piace mangiarlo durante la passeggiata, avendo cura di cestinare la carta, Matera pulita com’è , insieme a mia moglie ci siamo chiesti ma i contenitori dei rifiuti dove sono???
Poi in questo periodo pre NAtalizio , “è magica.”
MATERA è Bellissima diciamolo in coro così diventa più bella.
Lino Albanese.
Massafra TAranto

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