LUCE, OMBRA e CHIAROSCURO

16/11/10
Il tempo vola… è il titolo di uno dei capitoli centrali di Luce Radente. Parole sagge. L’ultimo post risale a più di un mese fa.
Quando scrivi un libro, quando inizi senza sapere bene cosa stai scrivendo e poi vedi che si trasforma e diventa qualcosa di davvero speciale tra le tue mani… quando lo riconosci come il tuo diamante grezzo, il tuo tempo (che non è mai abbastanza) viene completamente assorbito dalle sue pagine.
Oggi vi racconto cosa (ho imparato che) accade quando si scrive un libro più o meno complesso: ci sono una serie di livelli.
All’inizio è una bozza. Quando hai una bozza pensi di essere già alla fine. Niente di più falso… Falsissimo… Ma tu, purtroppo, ancora non lo sai!
Ogni volta che la correggi, ogni volta che la leggi, muta: dimagrisce e poi si accresce … una specie di bulimia letteraria! Parti con la tua storia “semplice” (non lo è mai) e alla fine si evolve così tanto che la prima volta ti occupi di far tornare tutto. Se è un romanzo legato a fatti storici e a luoghi reali, la seconda volta cerchi di far combaciare tutte le date per renderlo realistico quanto desideri, la terza magari ti concentri sui personaggi principali e secondari, ne approfondisci la psicologia, le emozioni… quelle che danno a te (che sai quello che succede alla fine) e quelle che devi trasmettere agli altri (che non sanno ancora in quante peripezie inciamperanno).
Qualcuno che mi sta vicino la chiama “Tela di Penelope”: è più o meno quella, ma questa mia tela, tessuta con un filo di preziosa lucidità e secondo una trama elaborata, è diventata qualcosa di straordinario.

Sono molto soddisfatta di quello che è in questo momento Luce Radente: un romanzo che si articola in un arco temporale di circa due mesi, suddiviso in tre parti. LUCE, OMBRA e CHIAROSCURO, seguono le evoluzioni della storia, sono i percorsi tra luce e ombra dei personaggi principali; è un romanzo, che definisco “giallo storico-archeologico con tanta suspance”, che aderisce in modo così mimetico a luoghi e ad avvenimenti, che ho quasi l’impressione che quelle vicende accadano davvero!

Ringrazio le tre/quattro persone che lo stanno ancora leggendo: le due che parlano francese sicuramente meglio di me, quella con cui ho un rapporto bellicoso/costruttivo e quella che mi aiuta con l’idioma perugino e sa come adulare una scrittrice emergente con complimenti del tipo: “hai un modo di scrivere molto interessante, a mio parere, fluido e di suspense” (Grazie V. è esattamente quello che avevo in mente di fare.)
La quinta, la mia Fatina del Té, attende ancora di leggerlo… arriva, arriva… Last but not least. Tu sei la mia prova del nove.
Grazie a tutti i LuceRadenteDipendenti,
Sabrina.