Il bianconiglio II – Il ritorno

12/01/10
TIPPETEIl “problema” iniziò a ripresentarsi qualche giorno dopo l’Epifania: nessun elemento visibile, all’inizio era solo un fruscio che soprattutto di sera, si spostava a seconda dei miei movimenti. Nei giorni successivi diventò una presenza più consistente e non appena mi giravo, così come era arrivata decideva di scomparire. Finché, ieri sera, non ho sentito l’inconfondibile suono sordo di una zampetta felpata che picchiava contro il pavimento. All’improvviso ecco presentarsi il peso sullo stomaco…

Mi volto: non c’è nulla dietro di me, eppure c’è, lo sento, avverto la sua presenza… invisibile. Arrivata in corridoio mi piego e cerco di afferrare qualcosa, senza successo.

Una persona molto più reale mi chiama dall’altra stanza.
« Arrivo! »
Poi sposto lo sguardo nel vuoto. Sbuffo un po’ innervosita
« Con te facciamo i conti più tardi…!»
Mi rialzo e per tutta la sera non avverto più nulla.

Questa mattina sono al PC e puntuale ritorna il “peso”. Nessun fruscio stavolta, forse perché sono ferma. Mi sposto con la sedia e mi alzo.

Nulla. … continua a leggere »

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    È tardi! È tardi! È tardi!

    02/11/09
    TIPPETETutti abbiamo un Bianconiglio è quell’esserino che ti fa sentire dannatamente colpevole ogni volta che abbassi la guardia, ricordandoti che sei in ritardo. Il mio è un personaggio delle favole, che qualcuno ha definito un cartone animato vivente… Non ha l’orologio nel panciotto, come quello di Alice nel Paese delle meraviglie. È lui il mio orologio e più che il panciotto ha la panzetta!
    Il suo nome è Tippete, perché è molto simile al coniglio di Bambi, ma ha una serie di appellativi diversi, a seconda dei danni che provoca:
    Tippy, Tippetuccio, Tappete, quando è adorabile, Tippertugio quando si nasconde in posti impensabili, Trippete quando mangia fino a scoppiare, Ciuchy, Ciuchino, se è testardo (la maggior parte del tempo), Elefantino, quando mangia il fieno o se si distende con grazia a terra, perché inizia dondolandosi con la testa ed in seguito si “adagia” gettandosi praticamente come un sacco di patate. Ce ne sono un’infinità…

    Stum.
    Sento un peso che mi è saltato sulla pancia. È sopportabile. Allora è solo un’impressione.

    Sniff sniff sniff.
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