Succede solo a Matera

11/10/09
Cielo plumbeo, pioggia e grandine, lasciata la Bradanica uno squarcio e le nuvole si diradano sempre di più. Eccola che appare, per niente toccata dal cattivo tempo, beatamente adagiata sulla collina. Sulla Villa comunale le strade sono addobbate con bandierine tricolori, magari sono state lasciate dopo la recente visita del Capo dello Stato, ma in via Piave, lontano dai i rumori del traffico arrivano le note di una marcia che si leva oltre la quinta di case di tufo, i terrazzamenti dei Sassi le fanno da cassa di risonanza.
Che santo è oggi? Non ricordo e non mi meraviglio, dato che non sono mai stata ferrata nel tenere a mente tutte le ricorrenze, probabilmente per un inconscio senso di gelosia, maturato durante l’infanzia nei confronti di quanti ricevevano gli auguri per il loro onomastico.
In via S. Rocco tutto si fa più definito e riconoscibile, per quanto risulti fuori luogo, così la curiosità aumenta e la tentazione di mollare i bagagli dalla nonna per andare a vedere cosa accade è forte, ma mai quanto il buonsenso e l’educazione.

Più tardi, in piazza S. Giovanni, riso parboiled e vialone nano tra gli interstizi del basoli di pietra calcarea rimandano all’inconfondibile gesto di augurio con cui si festeggia un matrimonio. Via S. Biagio è un fiume di gente elegante, tra la folla spuntano delle piume nere e la fanfara riprende. All’arma dei bersaglieri è stata donata una casa, proprio in questa strada, mi spiegano, la città ospita il loro 1° Raduno del Sud.
C’è stato un secondo matrimonio a S. Domenico, gli invitati seguono i novelli sposi e si confondono tra i curiosi, che, come me, sono stati attirati dalla fanfara. Niente riso, qui è crudelmente vietato per evitare che entri in chiesa, il vento trasporta ancora coriandoli argento-dorati. La piazza è gremita, c’è un palco e si respira, in qualche modo, un’atmosfera anni ’20. Sembra di essere in un set cinematografico.

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