
Da qualche tempo quando mi si chiede di raccontare un sogno è come trovarsi davanti un tabula rasa. Incontri una persona, vedi un’immagina e qualcosa ti ritona in mente, ti si apre uno spiraglio azzurro in un cielo grigio e poi subito si richiude, ti colpisce come il rinculo di un’arma e torna indietro come una fionda.
Si tratta di un Dreamflashback che ti lascia a bocca asciutta nel periodo di stanchezza novembrina, quel letargo semestrale che capita quando hai dimenticato il significato del termine “ferie”. Allora bisognerebbe avere un tasto di ricerca nel database dei sogni, una Dreamsearch, recupero sogni smarriti con te che digiti la data e… tac! un omino addetto a frugare nei tuoi pensieri parte e come si dice a Roma “smucina, smucina” finchè non trova un sogno per intero. Magari se il file è corrotto ci pensa lui a ripristinare le lacune, perchè, sai, è tenuto a servirtelo completo e infiocchettato così come tu l’hai creato, non confuso e frammentario come lo ricorderesti. La funzione sarebbe così efficiente che le si potrebbe chiedere persino di scovare il sogno fatto ad una certa ora. La “Ricerca per ore” sarebbe utilissima ai daydreamer, che sognano anche di giorno. Non ne conoscete? Può darsi che sia il vostro compagno di banco, il collega che vi lavaora accanto…chi lo sa. Ce ne sono eccome!
Dreamsearch vs. Dreamflashback.
Sì, suona bene
Perchè? A cosa servirebbe?
Curiosità, maledetta pura e semplice curiosità di sapere come funzionano i meandri della mente e come possono condizionare la tua giornata.
A 1 persona piace questo post.
In viaggio verso il Sud, sotto una luna di cartone appuntata nel cielo terso. Braccia nude in un anticipo d’estate, alla temperatura che ti permette di sentire tutti i brividi che la musica dal vivo trasmette.
Le ore scorrono veloci, come le note degli Aerosmith. Mi sembra di sentire l’urlo di Steven Tyler propagarsi all’esterno, nel silenzio della notte, come se non ci fossero limiti, quasi non ci fossero distanze.
Questo è stato l’inizio di uno dei viaggi che non potrò dimenticare. L’inizio, il percorso, il ritorno.
Oggi che è grigio e sta per piovere, sento ancora la carica, l’energia dell’ossigeno, del vento e del sole che ha trasformato il colore del mio viso in un ricordo più tangibile. … continua a leggere »
A 1 persona piace questo post.
mer, 5 mag 2010 in
La sostanza dei sogni,
Musica | tags:
Aerosmith,
Bryan Adams,
Dream On,
Eminem,
I Was Only Dreamin',
Michael Kamen,
Nick Kamen,
Robin Hood principe dei ladri,
sognare,
Steven Tyler,
viaggio |
2 Commenti
Vorrei che questi nostri incontri, durante i quali ci inoltriamo nel mondo dell’onirico, siano uno spunto per ragionare e discutere dei nostri sogni ricorrenti o paricolarmente curiosi, senza la pretesa di sconfinare nel campo clinico. Se qualche nostro amico esperto vorrà inserirsi nella discussione e darci il suo punto di vista, sarà il benvenuto.
Questo, è uno spazio dedicato soprattutto a voi, io interverrò nei commenti.

Imparare a volare – Al di là dei sogni – 1998 – Vincent Ward
“Osservate con quanta previdenza la Natura, madre del genere umano ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia! Infuse nell’uomo più passione che ragione, perché fosse tutto meno triste! Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe! Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della follia. Il cuore ha sempre ragione.”
“Elogio alla follia”, Erasmo Da Rotterdam
Andrea Martinez, il primo lettore che mi ha inviato un’e-mail, racconta uno dei sogni più diffusi in assoluto. Chi di voi ha mai sognato di volare?
Be the first to like.
“Questi nostri attori erano tutti spiriti
e si sono dissolti nell’aria, nell’aria sottile.
E come l’inconsistente edificio di questa visione
le torri coronate di nuvole,
gli orgogliosi palazzi, i templi solenni
ed il grande globo stesso
come questo spettacolo
si dissolveranno in una nuvoletta di fumo.
Noi siamo fatti della stessa materia dei sogni
e da un sogno è coronata la nostra breve vita”
Quando scrivo su questo blog, è come trovarmi su un’isola, ma a differenza di Prospero, che ne La Tempesta di William Shakespeare vi è stato esiliato, io ho scelto di muovermi dentro di essa.
Be the first to like.