Cari amici lucani, pugliesi e amanti delle assolate terre del Sud, oggi vi segnalo Strada degli antichi vini rossi. com, un sito realizzato in collaborazione con Archimeter Srl, per una Onlus che ha “… come scopi prioritari la valorizzazione dei vini D.O.C. pugliesi e lo sviluppo del turismo enogastronomico nell’area che comprende i territori destinati alla loro produzione.”
Attraverso la Strada è possibile percorrere la Storia di villaggi preistorici, antiche città daune, ipogei, centri medioevali, architetture romaniche, sveve, normanne, angioine, masserie, poste e ville, che sono memoria dei popoli che nei secoli hanno solcato le consolari Appia e Traiana.
Nel sito, oltre alle informazioni sul Comitato, ci sono storia e Virtual Tour di Città (Barletta, Canosa, S. Ferdinando… ), Istituzioni e Aziende che vi aderiscono.
Vi riporto il Tour della grotta di Cantina Diomede, uno degli esempi più interessanti di cava di tufo riconvertita in cantina presenti in questo territorio, la cui tipologia della volta a capanna-tenda da accampamento (castra) affonda le sue radici nell’architettura sepolcrale etrusco-romana (vedi Cerveteri e Tarquinia).
Virtual Tour di Cantina Diomede
Attendete il caricamento e fate
Doppio click per la visualizzazione a schermo intero.
Avevo un dubbio e, come mi capita spesso, dovevo verificarlo subito al volo. Mi serviva una misura, per accertarmi che quella a spanne che avevo in mente fosse verosimile. Il luogo in cui avrei dovuto andare con il disto laser era un pò fuori mano rispetto a Roma e quella misura non esigeva così tanta precisione. Bisognava ingegnarsi in altro modo. Così mi è venuto in mente che un aiuto veloce l’avrei avuto da Google Earth.
Poco prima di cliccare per rilasciare il righello, mi sono accorta di come la mappa si deformasse in più punti: sull’mmagine satellitare apparivano delle lenti di ingrandimento, simili ai fish-eye. Il mio mouse, da curioso qual’è, ha lasciato perdere il righello e ha cliccato subito su uno dei cerchi, per capire quale diavoleria vi avessero aggiunto recentemente. Bene, la mia mente è stata immediatamente catapultata in un panorama sferico interattivo.
Il blog di Luce Radente diffonderà in diretta le le immagini della Festa della Bruna messe a disposizione da videouno.it per ilmiog.it
Il video sarà attivo dalle 6:00 am del 2 Luglio 2010 per tutta la durata della Festa, per consentire a coloro che non potranno essere a Matera di seguirla da lontano.
Il momento clou sarà intorno alle 22:30, quando avverrà lo Sfascio del Carro.
Buona Festa a tutti!
LA DIRETTA E’ TERMINATA, GRAZIE PER AVERLA SEGUITA.
Tra un capitolo ed una correzione sono riuscita finalmente a caricare le immagini delle 3 Escursioni che abbiamo fatto insieme nel mese di maggio nel Parco della Murgia.
Ringrazio ancora tutti coloro che hanno condiviso con me questa esperienza, tra risate, sorprese e stupore.
Le foto si riferiscono ai Complessi Rupestri di Cristo la Selva, Villaggio Saraceno, al Villaggio Neolitico di Murgia Timone, alla Madonna del Giglio, Masseria Irene, Sant’Andrea, Cripta della scaletta, l’asceterio e la Chiesa della Madonna della Loe, nonchè alla rarissima orchidea catalogata come Ophrys mateolana (ofride di Matera)
Le foto si possono sfogliare ed ingrandire, gli amici di Facebook le possono trovare anche sulla pagina dedicata a Luce Radente.
IL VALLONE DELLA LOE Escursione di DOMENICA, 16 Maggio 2010
Per completare l’itinerario previsto inizialmente per l’escursione del 2 maggio toccheremo l’estremo sud del Parco della Murgia Materana. Lungo il percorso avremo modo di riconoscere specie vegetali rare ed endemiche che crescono nel periodo primaverile.
Le visite sono aperte a tutti, l’adesione è LIBERA e GRATUITA
PROGRAMMA:
Ore 9:00 Appuntamento alla rotatoria del nuovo Ospedale Madonna delle Grazie, sul lato opposto per non intralciare il traffico.
- Percorriamo la S.P. Matera – Montescaglioso ed imbocchiamo la strada per Ginosa. Dopo 2 km, subito a sinistra del ponte sul torrente Gravina c’è la strada sterrata che conduce alla Masseria Irene (in foto).
- Lasciamo le auto fuori dalla proprietà ed iniziamo il percorso verso il Vallone
- Visiteremo le Chiese Rupestri di Sant’Andrea, Cripta del canarino, Cripta della scaletta, l’asceterio e la Chiesa della Madonna della Loe (detta anche della Murgia) ed il Complesso Rupestre di Sant’Eustachio.
- Al ritorno sulla Montescaglioso – Matera, all’altezza di Parco dei Monaci troviamo la strada che conduce all’altro versante del Vallone della Loe, dove visiteremo la Cripta di Pandona.
- La fine dell’escursione è prevista per le 13:00
Come sempre è consigliato un abbigliamento adatto: pantaloni lunghi, calzettoni e scarpe da ginnastica (meglio se da trekking)
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla prima escursione! È stata una graditissima sorpresa arrivare e trovare tanta gente. Ho ritrovato persone che non vedevo da 10 anni ed è stato un enorme piacere conoscerne altre grazie al Blog!
Domani ci si vede tutti alle 9:00 presso il C.E.A. di Jazzo Gattini, per condividere insieme un’altra grande avventura!!
ACQUA, MARE E MURGIA
Escursione di DOMENICA, 2 Maggio 2010
Partiamo dal cuore delle rocce di Murgia Timone e facciamo quello che ho chiamato il “percorso dell’acqua” che dalla Gravina ci porterà a scoprire le varie cisterne storiche fino a scorgere il mare dalla Murgia.
Se siamo fortunati, a quell’ora incontreremo le mucche Podoliche (di cui ho parlato in un post precedente) ed il loro gentilissimo mandriano.
Per questa escursione si consiglia di portarsi il pranzo a sacco. Se qualche visitatore ha esigenze diverse terminerà prima la visita e gli altri proseguiranno fino alla fine. … continua a leggere »
PERCORSO NATURALISTICO NELLE ANSE DELLA GRAVINA
Escursione di Sabato, 1 Maggio 2010
L’escursione mira a scoprire la natura selvaggia della forra, la spaccatura solcata dal torrente Gravina nel corso dei millenni. Avremo modo di distinguere le varie specie vegetali che crescono in questo periodo e sentire i profumi della macchia mediterranea. … continua a leggere »
Il meteo per i prossimi giorni prevede bellissime giornate di sole, ho pensato di invitarvi a condividere con me due lunghe escursioni nel Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano.
Le visite sono aperte a tutti, l’adesione è LIBERA e GRATUITA, è per questo che le pubblico sul blog. Basta ritrovarsi all’appuntamento all’ora stabilita.
Si tratta di due PERCORSI TEMATICI diversi, previsti per sabato pomeriggio e per la giornata di domenica.
Di seguito troverete il dettaglio dei due programmi, con la relativa mappa.
Ho ritenuto opportuno pubblicare un post specifico su questa Chiesa, per separarlo dal precedente, in cui ho parlato di ciò che è avvenuto lungo il tragitto. Entrambi meritavano il giusto spazio.
Il percorso per raggiungere questa Chiesa Rupestre non è unico, oltre a quello che ho fatto io, attraversando terreni privati, c’è un altro che parte dalla sinistra del Belvedere di Murgia Timone, passa nei pressi della Madonna delle tre Porte e costeggia una lama. Le lame sono delle forre secondarie, meno profonde di quella del torrente Gravina, solcate dall’acqua che vi si incanala e crea dei piccoli affluenti. Superata la lama su entrambi i lati, si attraversano terreni sassosi, seguendo il ciglio della Gravina, fino a trovare la mulattiera che porta al terrazzamento della Chiesa.
Per chi volesse un percorso più semplice: occorre svoltare verso la strada dove è situato il C.E.A. di Jazzo Gattini e proseguire quasi fino al Serbatoio dell’acquedotto. Lasciate l’auto e proseguite piedi per 1,90 km. La strada è rettilinea, è una pista di servizio che taglia Murgia Acito-San Campo fino ad arrivare quasi alla forra, a destra, a qualche decina di metri, è situata la suddetta mulattiera. Il tragitto che ho fatto io è leggermente diverso, ma si collega alla stessa strada rettilinea.
Arrivati al terrazzamento, la vista sulla città storica è spettacolare. L’ingresso ad arco alla Chiesa è protetto da una grata in ferro. La si può osservare dall’esterno, bastano pochi secondi per abituare gli occhi all’oscurità: il vano che si sviluppa in senso longitudinale, è diviso in due campate e termina in un’abside. L’elemento caratterizzante sono le croci per la quale la chiesa è ricordata: sono ampie e scolpite a rilievo sul soffitto. Le pareti nude contrastano con la policromia dell’affresco absidale che ritrae la Madonna in trono, con bambino benedicente e angeli, realizzato tra gli anni a cavallo tra il XII e XII sec. Tra gli archi laterali e anche sulla facciata si possono notare piccole croci graffite, segno della devozione dei fedeli e dei pastori che nel tempo hanno frequentato il santuario.
D’azzurro al bue fermo d’argento con tre spighe in bocca e sulle corna una corona gigliata, sormontata in capo dalla lettera M, il tutto d’oro. (Descrizione dell’arma di Matera)
A volte accade di trovarsi ad un bivio, letteralmente, nella necessità di scegliere tra un percorso impervio ma breve ed un sentiero già tracciato, ma molto più lungo. Il nostro gruppo, questa volta, è formato da quattro persone, non tutte così incoscienti e temerarie, pertanto la logica vorrebbe che si scegliesse il secondo. Ma anche qui c’è un piccolo impedimento…
Il Parco della Murgia Materana è costituito per la maggior parte da terreni privati, ed il suddetto percorso, scelto per raggiungere la Chiesa Rupestre della Madonna delle Croci è su uno di essi. Ci ritroviamo nei pressi del C.E.A., in un punto in cui il terreno crea un avvallamento. Ci incamminiamo verso il limite costituito da filo spinato, senza neanche chiederci se troveremo o meno un passaggio. Scorgiamo in cima alla collina degli animali liberi.
Un uomo arriva dopo di noi. Gli chiediamo con nonchalance delle informazioni e ci risponde di raggiungerlo in cima, per indicarci la strada. Nel tragitto veniamo raggiunti da un cane da caccia, ci seguirà per l’intera durata dell’escursione.
Una bava di vento trasporta l’inconfondibile scampanio: non abbiamo più dubbi, anche il cane inizia a puntare la mandria. Ad un tratto vediamo spuntare due orecchie più piccole.
«Un vitellino! Che carino!»
«Ah, ce ne sono altri…»
«Ma quanti sono? »
Acceleriamo per la sorpresa, ma dobbiamo frenare la curiosità, non appena realizziamo che le mucche sono decisamente enormi e ci stanno fissando. La loro stazza ci fa pensare più ai tori che alle mucche.
«Nessuno tocchi il vitellino! »
« Non sono pezzate. Ma che mucche sono?
Sono grigie, alcune leggermente più scure ed hanno delle corna lunghe e curve. I loro piccoli sono teneri e fulvi, hanno gli occhi neri, vispi, cerchiati di bianca peluria e riescono piegare la coda come un ricciolo di burro.
«Mai viste mucche così »
«No aspetta, hanno le corna come i buoi»
«Eh, sì assomigliano a…»
E così nell’incredulità generale accade anche che il “piccolo impedimento” si trasformi in opportunità. Le Mucche di razza Podolica sono tipiche di questo territorio, eppure tanto rare che nessuno di noi ragazzi le aveva mai viste.
In questo periodo la Murgia si copre di varie tonalità di verde e colori a macchie: l’erba cresce fresca e rigogliosa, gli asfodeli sono alti quasi un metro e le primule spuntano tra i papaveri e le violaciocche. Se si è fortunati si possono trovare asparagi selvatici e gruppi di iris, ma la fortuna più grande è poter apprezzare il grigio perla dei bovini che si confonde tra le pietraie, vederli camminare lentamente, con la cadenza ritmica dei campanacci, riempirsi i polmoni dell’effluvio di timo ad ogni passo e capire che appartengono a questa terra tanto quanto i sassi, le rocce e la malva in fiore.
Le parole dell’allevatore, hanno fatto di questa esperienza una lezione di vita.
Gaetano Scarillli è uno degli ultimi allevatori a tenere in vita la tradizione: ci vuole vocazione e costanza per un lavoro del genere, è impegnativo, come lo definisce lui, perchè è fatto nel rispetto dei ritmi naturali. Questi animali vengono lasciati liberi al pascolo tutto il giorno, fino al momento di rientrare nel recinto. Sembrano possenti, pronti a difendersi e ad offendere con le loro armi, ma in realtà fuggono appena l’uomo le avvicina. La voce del mandriano li guida, loro accelerano il passo e si spostano l’uno accanto all’altro, alzando un polverone.
Appena arriva il momento della mungitura basta il tocco di una mano ad una zampa per farli fermare e rimanere immobili, mansueti come agnellini.
Il loro latte è profumato, ricco, diventa così proprio grazie alla varietà d’erba che mangiano e all’aria che respirano. Quando è tempo di cercare pascoli più verdi questa mandria si prepara alla Transumanza: nessun mezzo di trasporto, tutto avviene ancora in modo tradizionale. Il cammino dura tre giorni.
Gli zoccoli neri che affondano pesantemente nel terreno, il capo chino, ricordano il realismo delle tele di Courbet e Millet, o una tela di Giovanni Fattori. È questa, per me, l’immagine della transumanza: la fatica e la costanza del viaggio sul finire del giorno. Bos Lassus Firmius Figit Pedem…
Per approfondire: Wikipedia(sullo stemma della città), basilicatanet.com (Gaetano Scarilli e la Transumanza in Basilicata), parcomurgia.it (Parco della Murgia Materana)
Le foto pubblicate sono del mio fotografo ufficiale, Antonio Castelluccio.
Quando viaggio, passo la maggior parte del mio tempo tra escursioni e visite ai Musei, percorro chilometri fino a sera, finché i piedi me lo consentono. Adoro fare la turista anche nei posti in cui sono cresciuta, tra Puglia e Basilicata, in cui trovo un’infinità di nuovi spunti. Non conosciamo sufficientemente nessun luogo e probabilmente non basterebbe una vita per conoscere a fondo il posto in cui viviamo.
Questa è stata una Pasqua alquanto “alternativa”, dato che la clemenza del tempo mi ha concesso di fare molto di più di quello che avevo sperato alla mia partenza. Come spesso accade ho dovuto cambiare i piani varie volte per una serie di difficoltà che si vengono a creare lungo il percorso. A volte (e ve lo consiglia una grande testarda) conviene contattare una guida autorizzata, soprattutto se non si è abbastanza esperti ed equipaggiati, anche per evitare di innervosirsi a causa della totale mancanza di segnaletica e di informazioni precise sulla cartografia che si ha a disposizione. Ogni volta che si trova la strada giusta il cuore fa un balzo… fa parte dell’avventura!
Così dopo le ultime visite, ho pensato di scrivere delle recensioni, alla mia maniera, sulle escursioni che faccio, nella speranza che, con qualche informazione in più e magari qualche foto, possano tornare utili a chi vorrà scoprire questi posti meravigliosi.
Se avete richieste, riflessioni, esperienze da condividere, scrivete pure. Le leggerò, cercando di rispondere quanto prima.